Sui compiti delle vacanze è già stato detto di tutto: chi è contro, chi è a favore, genitori o insegnanti che siano… tutti sostengono tesi che sembrano incrollabili. Ognuno, dal suo punto di vista, sembra aver ragione.
Tutto è partito qualche giorno fa, quando parlando con mamme e insegnanti ho colto la dualità della questione. Eppure non riuscivo a dar contro nè a uno nè all’altro. Ascoltavo. E raccoglievo.
Nasce così una serie di storie su Instagram che hanno scatenato un po’ di reazioni, cosa non voluta, ma comunque gradita.
DALLA PARTE DEI DOCENTI
Ci sono due aspetti che dominano nei criteri legati ai compiti delle vacanze natalizie:
- il recuperare il tempo perso
- il recuperare il contenuto perso
Da docente capisco questa tentazione, ma davvero credo che sia un placare un senso di colpa, che è assolutamente ingiustificato, se si è lavorato nei tre mesi di scuola precedenti.
Se la classe è indisciplinata, se ci sono problemi relazionali, se abbiamo dovuto lavorare sul metodo di studio, non possiamo poi correre per recuperare il tempo “perso”. È umanamente impossibile… e lo sappiamo bene. Certo, farci i conti è a volte deprimente, un po’ umiliante… avevi fatto tanti progetti ad agosto, quando programmavi la tua attività didattica… avevi avuto tante idee originali…
È la realtà la nostra unica arma, la nostra unica alleata. È inutile andarci contro. L’ho imparato sulla mia pelle… e visto che ho una certa, posso anche dispensare consigli non richiesti: piegati alla realtà, solo così non rimarrai delusa dai cambi obbligati di programma.
Oggi leggevo una frase della dott.ssa Daniela Lucangeli che più o meno suonava così: “bisogna andarli a prendere nelle loro profondità e farci i conti, anche se non siamo preparati”. Dopo due anni che non possiamo negare abbiano avuto effetti profondi sui nostri ragazzi, non possiamo non andarli a ripescare nelle loro profondità, nei loro abissi… e pian piano tirarli fuori.
Quindi, caro collega, è inutile voler recuperare il tempo che non hai dedicato alla didattica durante le vacanze natalizie… perchè sono vacanze, ti odieranno a morte se dai una carcata di compiti… mica te li riconquisti! Neanche se nei tuoi pensieri ci sono i più rosei motivi: hanno delle lacune, li aiuto a recuperare…
Le vacanze sono il tempo della libertà, così tanto limitata in questo periodo… e se seguiamo corsi d’aggiornamento con psicologi, esperti in educazione,… e tutti (dico tutti!!!) ci parlano dei danni nascosti di questo periodo… che? Vogliamo buttarci sopra il carico da 90 noi? No, perchè… non vorrei essere troppo cruda, ma vorrei ricordarvi, cari colleghi, che a gennaio sono ancora nostri… cioè, il malloppo poi arriva sempre a noi! Non siamo masochisti, please!
DALLA PARTE DEI GENITORI 
Per chi ha le ferie, arriva con il desiderio di staccare. E i compiti dei figli sono una rottura di zebedei. Per chi non ha le ferie, idem. Io, in 20 anni di insegnamento e 15 da genitore, non ho mai trovato una mamma o un papà che benedicesse i compiti delle vacanze. I più rispettosi stavano zitti e sorridevano…
Se hai un figlio in età scolare (o se li hai avuti) sai benissimo a cosa mi riferisco: ti ricordi quei bei programmi che avevi fatto durante il ponte dei morti… un giorno sulla neve a sciare, uno al Museo della Scienza di Milano, e poi una capatina al mare, giusto all’ultimo dell’anno, per vedere lo spettacolo pirotecnico più glam della storia… ah, no… non avevi ancora guardato il registro elettronico… il registro elettronico… il nuovo incubo dei genitori che seguono minimamente i figli nel loro percorso scolastico. E puff… tutti i sogni svaniscono. Così passi le giornate tra “Sbrigati! Hai iniziato i compiti? Hai spedito la tesina? Matematica?”…
Trovatemi, vi prego, un genitore felice di far fare i compiti ai figli. Potrei quasi giocarmela…
DALLA PARTE DEGLI STUDENTI
Qui sarò breve: odia gli insegnanti che gli hanno dato i compiti (sul perchè li abbiano dati nemmeno ci arrivano lontanamente a pensarlo per sbaglio) e odiano i genitori che rompono invitando a farli. Fine della parentesi “studente”.
Non ho soluzioni, ma vi lascio con una riflessione che negli anni a me ha sempre colpito, sia da studente, che da docente senza figli, che da docente con figli.
La potete trovare integralmente qui ma intanto vi riporto ciò che a me ha colpito:
la vacanza è tempo prezioso perchè mi fa capire di che pasta sono fatti i ragazzi. È nel modo in cui uno occupa il suo tempo libero che mi mostra ciò a cui tiene.
Ecco perchè non riesco, nemmeno forzandomi, a caricare i ragazzi di compiti. Perchè è il loro tempo! E se vogliono recuperare matematica, perchè hanno visto/capito/intuito che hanno delle lacune, devono poterlo decidere loro. Ovviamente parlo dei miei studenti, cioè dei ragazzi delle superiori (ma credo possa andare bene anche per quelli delle medie).
Quindi…

Nel rispetto di quella alleanza educativa che non possiamo permetterci di far saltare: scuola – famiglia – studente.
Ho quindi dato i compiti delle vacanze? Sì. Strani. Particolari. Forse troppo semplici. Forse troppo poco matematici. Per un massimo di due ore di lavoro, come mi ha insegnato la mia collega Giulia. Siete curiosi di sapere quali sono? Andate a vedere sul mio account instagram (link nei contatti… poi imparerò anche a usare WordPress)! Vi aspetto!
E buone vacanze a tutti!!!

