11 gennaio 1978

Sono nata a Castel San Giovanni, una piccola cittadina in provincia di Piacenza.

Nevicava, quella notte, e c’era freddo.

Sono nata in una famiglia normale, almeno per me.

Mia mamma ha fatto per tantissimi anni l’insegnante alle scuole elementari del paese (tradotto: è impossibile girare con lei e non fermarsi ogni due per tre a salutare qualcuno) e quindi per me era normale veder correggere quaderni e verifiche, sentire delle riunioni del giovedì o vederla preparare lezioni a ogni ora del giorno e della notte. Mio papà invece ha fatto per tanti anni il disegnatore meccanico e si è poi dedicato alla costruzione dei quadri elettrici. Ho anche un fratello architetto, più piccolo di me solo per età anagrafica, che per fortuna mia è più matto di me e quindi mi fa rientrare nella norma.

Quasi tutto quello che ho imparato nella mia vita lo devo a loro.

Ho studiato chitarra classica dall’età di 8 anni e ho provato a fare pattinaggio artistico, ma qualcuno sostiene che io passassi più tempo a chiacchierare che ad allenarmi, e quindi quella con lo sport non è stata una relazione idilliaca.

Ho iniziato le elementari a sei anni e mezzo, quindi ero la più vecchia della classe, e mi è andata bene perchè ho avuto due maestre davvero brave, che prima di tutto mi hanno voluto bene. Delle medie ricordo poco, solo un prof di Mate che, pur a modo suo, stimolava la mia curiosità. E lì ho deciso che avrei studiato Matematica.

1992

Inizio il Liceo Scientifico del mio paese. E ho come insegnanti molti di quelli che adesso sono miei colleghi. Son sempre stata molto diligente, al massimo ho sabotato qualche volta la macchinetta delle merendine. Insomma… niente di eclatante da raccontare.  Ho continuato a studiare musica classica, cimentandomi anche con qualche band locale, e ho iniziato a lavorare a 18 anni come insegnante di chitarra d’accompagnamento.

1997

Mi iscrivo all’Università degli Studi di Pavia. Mai scelta poteva essere più azzeccata. L’ho sudata, non posso negarlo. Finchè ho trovato due professori che sono stati per me fondamentali: il prof. Ferrari e la prof.ssa Pesci. Una cultura, una umanità, una certezza di posizione che non potevano lasciarmi indifferente. Li ho amati. Li ho seguiti.

2003

Mi laureo in Matematica, indirizzo Didattico. Insieme a me la mia fedele amica di studi, Barbara (anche lei oggi prof di Mate).  È con lei che ho capito quanto fosse importante affrontare lo studio insieme a qualcun altro che mettesse in discussione o rafforzasse la mia posizione.

Qui ho capito che la mia vocazione era all’insegnamento della Matematica, nient’altro mi corrispondeva così appieno.

Ho fatto una tesi sperimentale in Didattica della Matematica, con la mia adorata prof.ssa Pesci, dal titolo “Le isometrie con Cabri-Géomètre: un’esperienza di apprendimento cooperativo nella scuola secondaria superiore”. Un connubio di tutto ciò che mi piaceva: l’insegnamento della Matematica, in particolare della Geometria, attraverso un metodo che prevedeva la collaborazione tra studenti e lo sviluppo delle capacità dialogiche e argomentative. Per me, il top!

Ho la fortuna di trovare subito lavoro come supplente, in un Liceo Linguistico a Crema.

Intanto la prof della tesi mi convince a frequentare la SILSIS,  la Scuola Interuniversitaria Lombarda di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario. Altri anni di studio che non ero pronta ad affrontare, ma che alla fine ho fatto. Le sarò eternamente grata per quella insistenza caparbia con cui non mi ha mollato in questa decisione.

2004

Mi sposo.

Nonostante una scuola di specializzazione ancora in atto, un lavoro assolutamente precario che sarebbe terminato il 30 giugno e nessuna prospettiva in vista. Ma Dio vede e provvede. La data del matrimonio è fissata al 31 luglio. Il 20 luglio ricevo una proposta di 8 ore presso il Liceo S. Benedetto di Piacenza. Accetto. Mi sposo con la mononucleosi e un contratto in mano, che nel giro di qualche mese si trasformerà in un contratto full time. Insegnerò Matematica e Fisica, ma soprattutto conoscerò insegnanti che sono diventati per me padri e fratelli, in primis Agostino Maffi, attento ai ragazzi come se fossero suoi figli, con uno sguardo fiducioso e amorevole per ognuno di loro. Un contadino del sapere, uno che si sporcava volentieri le mani. E poi Giulio, Giovanni, Graziana, Lucia, Raffaella, Ilaria, Cristina… sono loro che mi hanno aiutata a diventare insegnante. Con questa nuova compagnia ho affrontato la partecipazione a diversi concorsi per l’eccellenza destinati agli studenti delle superiori e, come dico sempre, l’importante è partecipare, ma vincere è meglio. E noi vincevamo:

  • ScienzAfirenze 2011, 3° PREMIO categoria BIENNIO con un elaborato dal titolo “La semplicità dell’imperfezione. La matematica nei fiocchi di neve”
  • ScienzAfirenze 2011, MENZIONE D’ONORE categoria TRIENNIO con un elaborato dal titolo “Anche le formiche, nel loro piccolo,… matematizzano!”
  • ScienzAfirenze 2010, 2° PREMIO categoria BIENNIO con un elaborato dal titolo “A scuola con Archimede”
  • ScienzAfirenze 2008, MENZIONE D’ONORE categoria TRIENNIO con un elaborato dal titolo “L’astrolabio”

2015

Dopo 11 anni e 3 figli, nel luglio 2015, mentre sto facendo un’escursione in montagna con la famiglia e alcuni amici, ricevo la telefonata di Stefano che mi spiazza: “Sei entrata in ruolo. E con te Giulio, Giovanni, Raffaella”. 

Si apriva una nuova strada; avrei dovuto camminare con le mie gambe. Sono all’Istituto Tecnico “Raineri” di Piacenza. Conosco Paola, Rita, Maria Grazia, Ettore, ritrovo Anna,… altri colleghi fantastici da cui ho tanto da imparare e con cui ci siamo divertiti davvero tanto!

2017-...

Ottengo il trasferimento al mio paese, questa volta Istituto Professionale ad indirizzo commerciale. Insegno Matematica e la mia avventura continua ancora oggi in questa scuola, tra colleghe amiche e qualche responsabilità in più. Continuo a studiare, in particolare Didattica della Matematica e crescita personale. Mi piace leggere manuali inerenti l’argomento e testare su di me in primis quello che poi attuo in classe; scrivo; faccio bullet journal; ogni tanto provo a guardare almeno l’incipit dei film che mi propone mio marito, salvo poi addormentarmi miseramente; continuo a suonare la chitarra e dirigo due cori. Ho accompagnato un figlio in cielo, ho avuto due ciocche blu in testa e sto pensando di farmi un tatuaggio. Odio farmi fotografare, ma adoro avere ricordi fotografici. Amo la montagna; il mare in piccole dosi e quando non c’è nessuno. 

 

Ci vediamo in giro!

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