AP-PLICARSI

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Quante volte i nostri genitori a udienze si sono sentiti dire: “È intelligente, ma non si applica”?

Proviamo a capire cosa vuol dire realmente questa frase tanto usata.

Non c’è apprendimento senza applicazione; non c’è applicazione senza apprendimento.

Ecco perchè vi ho parlato fin dall’inizio delle due “app” dello studio!

Il verbo applicare deriva dal latino ad-plicare, cioè piegare presso. Se cerchiamo l’etimologia di questo verbo sulla Treccani, vediamo che il primo significato è collocare a suo posto.

Ap-plicarsi indica quindi un piegare se stessi per mettersi al proprio posto.

Mi piace pensare agli origami.christmas star, origami, art of paper folding-230231.jpg

Chi di voi ne ha fatto uno, sa benissimo quanto è importante far combaciare perfettamente il foglio per ottenere una figura ben fatta. Più il foglio combacia, più le pieghe sono fatte bene, più il risultato è bello.

Per lo studio è la stessa cosa: più io mi piego bene sull’oggetto/concetto da studiare, tanto da combaciare (da cum-baciare, aderire in ogni punto, come in un bacio) con quell’oggetto, tanto più lo farò mio. E quindi saprò trattarlo, criticarlo, approvarlo, usarlo. Insomma, quanto più mi metterò nella condizione giusta per ap-prendere, tanto più fiorirò come persona, non solo come conoscenza della realtà, ma come posizione umana di fronte alla realtà.

Quando quindi vi sentite dire che non vi state applicando, si deve accendere in voi un campanello d’allarme che vi faccia ricordare che l’intenzione di studiare deve trovare una corrispondenza con l’azione che ne consegue. E forse, quella, non è l’azione adeguata a quanto devi imparare, nonostante la buona intenzionalità.

Caliamo quanto detto nella realtà: se l’insegnante di matematica ti chiede di studiare a memoria la teoria relativa ai prodotti notevoli e durante l’interrogazione ti chiede la regola per risolvere il quadrato di binomio e tu non la sai, ma sei in grado di risolvere un esercizio, non sei stato aderente con la richiesta. Quindi l’azione imparata (svolgere il quadrato di binomio) non combacia con la richiesta dell’insegnante. Ti sei applicato male.

Se invece tu avessi imparato la regola a memoria come indicato dalla docente, non solo ti saresti applicato nel modo corretto, ma avresti anche potuto apprezzare tutto ciò che ne viene di conseguenza: per esempio, avresti saputo svolgere tutti i quadrati di binomio in modo più sicuro e avresti potuto usare quella conoscenza in circostanze diverse con la stessa, buona, padronanza.

Recap: applicarsi = piegare se stesso fino a combaciare con quello che devo fare.

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